Radio Cora - REFERENDUM. RENZI: CON IL NO TORNANO QUELLI DI PRIMA

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    Con il no al referendum si restituisce “a quelli di prima il diritto-dovere di governare. L’importante e’ che non si passino i prossimi 20 anni, noi del Pd, a domandarci chi ha ucciso l’esperienza riformista italiana semplicemente perche’ voleva riprendersi il posto che gli era stato tolto”. Cosi’ il premier Matteo Renzi dal palco di piazza del Popolo.

    “Essere progressisti è avere il coraggio di costruire il futuro, non stare ad aspettarlo. Tocca a noi decidere se costruire il futuro o fare come quando passa il treno e non si sale: per paura, per pigrizia, per ritardo. Noi ci dobbiamo salire sul treno e guidarlo”. Così Matteo Renzi dal palco di piazza del Popolo. “Mancano 36 giorni e nelle prossime 5 settimane vi chiedo di liberarvi per una sera, per una cena, per un caffè e incontravi con chi è incerto, chi è per il No” dice  Matteo Renzi  e suggerisce: “Vi faccio una proposta: organizzate 5 serate, chiamate i colleghi e i condomini e gli proponete il quesito del referendum, che non è difficile. Scegliete 20 persone a settimana e facciamo vedere il Pd che prova a portare le sue idee ma soprattutto costruisce una comunità in Italia, vi propongo di fare politica senza stare chiusi nei circoli”.

    “Le parole di D’Alema sugli anziani vorrei che fossero parole scappate per sbaglio. Il punto però è un altro. Un importante sindacalista dei pensionati mi ha detto: noi non votiamo sì perchè non capiamo ma perchè li abbiamo visti all’opera” ha aggiunto il presidente del consiglio. “Abbiamo bisogno di smetterla con lo sguardo rivolto sul nostro ombelico, ai nostri minimi chiacchiericci interni. Se ci mettiamo in condizione di ragionare dell”Italia”, ci rendiamo conto che “abbiamo la possibilità di essere Paese leader”.  ha aggiunto Matteo Renzi nel suo intervento alla manifestazione di piazza del Popolo. “Da Palazzo Chigi viaggiando in aereo e in elicottero vedo l”Italia dall”alto ed è bellissima. Anche dal basso è bellissima. Per solidarietà siamo i leader mondiali, altro che classifiche del pil. E ancora più bella è l”Italia che ancora non vediamo ed è l”Italia di domani”, sottolinea. “Ogni giorno che passa mi rendo conto che noi abbiamo un potenziale pazzesco: per venti anni abbiamo creduto che la globalizzazione fosse il nostro nemico e l”ostacolo alla nostra felicità. Ma possiamo essere leader”.

     

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