Radio Cora - LA VERITA? E’ UN PERCORSO…

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    sergiogivoneMercoledì 5 ottobre, riparte il ciclo Leggere per non dimenticare, a cura di Anna -benedetti ( Biblioteca delle Oblate Via dell’ Oriuolo 24 – Firenze- ore 17.30) Protagonista il prof.Sergio Givone con “Dialoghi dell’amore ferito (Olschki, 2016)” Introducono: Giuseppe Nicoletti e Alessandro Pagnini

    Cinque dialoghi, cinque atti di un unico dramma. A far da cornice sono episodi occasionali, visite di cortesia, incontri avvenuti realmente o soltanto ipotizzati fra personaggi quali Paul Celan, Martin Heidegger, Fëodor Dostoevskij, Ivan Turgenev. Gli interlocutori appaiono legati da una certa affinità spirituale e anche da sentimenti amichevoli, ma la realtà è un’ altra. A entrare in conflitto sono visioni opposte e prospettive inconciliabili, donde un senso di dolorosa incomunicabilità anche se alla luce di  una verità che trascende tutto e tutti e che nasconde una nostalgia d’ assoluto.

    “La verità si manifesta in modo radicalmente diverso” afferma Givone. “La radice della verità infondo è una scelta, ma questo non vuol dire che sia inconoscibile, diciamo piuttosto che ognuno ne può possedere solo  un pezzo e questo deve portarci ad accettare che anche altri possano possederne a loro volta una parte, deve dunque predisporci allo scambio ed al dialogo non alla sopraffazione” 

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    Sergio Givone è professore emerito di Estetica all’Università di Firenze. Ha insegnato nelle Università di Perugia e di Torino ed è stato Humboldt-Stipendiat presso l’università di Heidelberg. Tra le sue pubblicazioni, alcune delle quali tradotte in francese, spagnolo, tedesco e catalano: Hybris e melancholia, Mursia, Milano 1974; William Blake, Mursia, Milano 1978; Dostoevskij e la filosofia, Laterza, Roma-Bari 1986; Disincanto del mondo e pensiero tragico, Il saggiatore, Milano 1988; Storia del nulla, Laterza, Roma-Bari 1995; Metafisica della peste, Torino, Einaudi 2012. È autore anche di tre romanzi, tutti pubblicati da Einaudi: Favola delle cose ultime, 1998, Nel nome di un dio barbaro, 2002 e Non c’è più tempo, 2008.

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