Radio Cora - La costruzione del nemico. Stereotipi e mezzi di comunicazione

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  • La costruzione del nemico. Stereotipi e mezzi di comunicazione

    La  propaganda razziale fascista

    leggi-razzialiAttraverso la lettura di una selezione di documenti provenienti dalla legislazione  e da organi di stampa dell’epoca (le voci sono di Domenico Guarino e Chiara Brilli), s’intende immergersi in quel contesto sociale costantemente occupato dalla propaganda razziale. Si tratta di un processo di radicalizzazione che prese corpo attraverso la costruzioni di categorie e di narrazioni stereotipate diffuse, in particolare, attraverso i media e successivamente tradotte in leggi.

     

     

     

    1. Il Manifesto degli scienziati razzisti (o Manifesto della Razza) è stato pubblicato per la prima volta su Il Giornale d’Italia, il 14 luglio 1938 con il titolo «Il fascismo e i problemi della razza»; ripreso da molteplici testate giornalistiche, l’elenco dei primi firmatari fu reso noto il 25 luglio 1938 attraverso un comunicato della segreteria politica del partito fascista. A questo elenco seguì un’ulteriore lista di centinaia di personalità accademiche, politiche e del giornalismo che sottoscrissero il documento. Il 22 agosto 1938 veniva fotografata la presenza degli ebrei in Italia attraverso un censimento ordinato in grande segreto da Benito Mussolini.

    Il compito fuSchermata 2016-08-10 alle 19.02.46 svolto con efficienza e puntualità dalla macchina burocratica della Stato. Gli ebrei presenti in Italia risultarono 58.412 (aventi per lo meno un genitore ebreo). Vennero classificati come «ebrei effettivi» 46.656, di cui 9.415 stranieri, pari all’1 per mille della popolazione complessiva.

    In ogni caso il primo numero del quindicinale «la difesa della razza» uscito il 5 agosto 1938 riportava in apertura il manifesto degli scienziati razzisti.

    La_stampa_3_settembre_19382. Il Provvedimento per la difesa della razza nella scuola fascista. Il Regio decreto-legge n. 1390 è datato 5 settembre 1938 e rappresentò la prima legislazione di stampo razziale ad essere formalmente promulgata.

    Giuseppe Bottai, Ministro dell’educazione nazionale, ne aveva intanto dato annuncio qualche giorno prima dell’avvio dell’anno scolastico tramite un comunicato alla radio.

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    3. Ma come si descriveva il concetto di  «razza» all’interno de «La difesa della razza»:

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    4. Il concetto di eredità biologica viene individuato come elemento decisivo:

    Schermata 2016-08-10 alle 19.17.455. Il tema dei bastardi come elemento razziale da eliminare in nome della purezza:

    «i caratteri fisici europei vengono alterati dall’incrocio con qualsiasi altra razza»

     

    Schermata 2016-08-10 alle 19.28.446. Il problema dei meticci in Europa è in particolare il problema razziale degli zingari

     

     

    Non è stato comunque sufficiente il passaggio ad una condizione di Stato democratico per assicurare una piena libertà d’informazione nel nostro Paese 

    Libertà d’informazione in Italia dal 2002 al 2016

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    clicca per visualizzare la classifica dei 180 Paesi rispetto alla libertà di stampa

     

    La raggiunta democrazia non è stata di per sé condizione sufficiente all’eliminazione dei discorsi d’odio rivolti alle minoranze, considerate come gruppi omogenei piuttosto che come singoli soggetti con responsabilità individuali

     

    2015: I discorsi di odio verso le minoranze

    odio verso islam pew 2015

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    antisemitismo pew 2015

     

     

     

     

     

     

     

     

    odio verso i rom pew 2015

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Da dove si ricavano le informazioni oggi?

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    Clicca per consultare l’analisi sui consumi dei media elaborata dal Censis

    da sottolineare:

    – l’uso di facebook per informarsi caratterizza le generazioni più giovani;

    – la diffusione dell’informazione interessa in maniera generalizzata il canale dei social.

    I RISCHI

    – si livella la possibilità di farsi “fonte” d’informazione: lo scritto di un esperto o di un giornalista professionista può essere addirittura meno visibile e meno visualizzato e quindi meno condiviso rispetto a quanto socializzato da uno sconosciuto con molti contatti sui social. La rincorsa di stereotipi e generalizzazioni è assai semplice sui social.

    un esempio:

    La notizia su Il Tirreno: Paura per il figlio al supermercato Coop. Allarme tra le mamme

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    La diffusione sui social attraverso un messaggio Whatsapp:

    “non per creare allarmismo…”

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    allora perché costruire percorsi d’informazione e formazione anche attraverso i media ed i social?

    1. Il ricorso ai giornali cartacei non è di per sé sufficiente,  per i problemi di libertà di cui abbiamo già visto, ma anche per la precarizzazione dei rapporti di lavoro di chi si occupa d’informazione che rende praticamente assente il giornalismo d’inchiesta, in particolare sul piano locale. Le pagine locali restano invece le più lette.

    scarica l’inchiesta sul giornalismo precario

    2. Perché quei i social restano oggi strumenti e luoghi virtuali frequentati dalla maggioranza delle persone che sono in formazione ed orientano in ogni caso la società circostante.

    rivediamo i dati del Censis

     

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    Altre risorse per percorsi di formazione

    Per una scuola antirazzista e dell’inclusione. Il 2008: a settant’anni dal Manifesto razzista

    Nel 2008 ricorreva il settantesimo anniversario del Manifesto degli scienziati razzisti e delle Leggi razziali, il cui decreto veniva firmato da Vittorio Emanuele III proprio in Toscana. La Regione Toscana ha voluto ricordare questo triste anniversario approvando una delibera di condivisione del “Manifesto degli scienziati antirazzisti” del 2008 e di affermazione dei “Principi per una scuola antirazzista e dell’inclusione”. La Regione Toscana ha perciò dedicato l’anno scolastico 2008/2009 alla lotta al razzismo, alla xenofobia, all’intolleranza ed alla promozione del dialogo interculturale e dell’inclusione. Questo opuscolo contiene una serie di documenti, che gli insegnanti possono utilizzare, per illustrare le modalità attraverso le quali si sono espressi i peggiori istinti dell’uomo e gli strumenti che, a partire dalla Costituzione della Repubblica italiana e dalla Dichiarazione dei diritti dell’uomo, sono stati messi in campo per sconfiggere tali aberranti istinti. La presente edizione di questa pubblicazione risulta ampliata con la recente L.R. 29 del 2009 “Norme per l’accoglienza, l’integrazione partecipe e la tutela dei cittadini stranieri nella Regione Toscana”.

    scarica l’opuscolo Per una scuola antirazzista e dell’inclusione

    scarica Il Manifesto degli scienziati Antirazzisti

     

    ascolta la lettura del Manifesto degli scienziati antirazzisti:

     

     

    Altre risorse

    – clicca qui per scaricare il primo numero de «La difesa della razza» contenente gli articoli da cui sono tratte le letture ai punti 1,3,4,5

    – clicca per leggere l’articolo di Guido Landra  su Il problema dei meticci in Europa pubblicato su «La difesa della razza» n.1 del 1940

     clicca per consultare il provvedimento per la difesa della razza nella scuola italiana

     

     

     

     

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