Radio Cora - COMMISSIONE PREOCCUPATA PER RITARDO DEPOSITO SCORIE RADIOATTIVE

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    energia_nucleare“La Commissione esprime la propria preoccupazione per il prolungarsi dei tempi di attesa per la pubblicazione della proposta di Carta delle aree potenzialmente idonee alla localizzazione del deposito nazionale”. Sono queste le conclusioni della Relazione sulla gestione dei rifiuti radioattivi in Italia e sulle attività connesse, elaborata dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul Ciclo dei Rifiuti, trasmessa dal presidente Alessandro Bratti, ai presidenti di Senato e Camera lo scorso primo ottobre. Per delineare il quadro attuale, la relazione in discussione oggi in aula al Senato, si riallaccia alle conclusioni della commissione insediata nella precedente legislatura, che aveva già messo a fuoco alcune “criticità” e tra queste era segnalata con preoccupazione la “perdurante mancanza di un deposito nazionale ove collocare i rifiuti, oggi distribuiti in numerosi siti sparsi sul territorio nazionale, in massima parte ancora quelli ove sono stati prodotti“. L’attività della commissione, riattivata nella legislatura in corso, ha provveduto quindi a fare un “aggiornamento” delle criticità rilevate, precisando tuttavia che l’attività avviata dall’organo parlamentare nell’ottobre del 2014, “è tuttora in corso e deve essere ancora ampiamente sviluppato” su una serie di tematiche inerenti il materiale nucleare.

    Dall’individuazione e dall’allestimento del deposito nazionale, dipendono inoltre le previste operazioni di decommissioning, ovvero di decontaminazione, smontaggio e rimozione delle strutture e delle componenti degli impianti nucleari dismessi, che secondo le disposizioni originarie avrebbe dovuto concludersi nel 2010 e che, al contrario, la relazione della Commissione sul ciclo dei rifiuti della XVI legislatura “collocava nel 2012 ancora in una fase poco più che iniziale”. Non a caso nel corso delle audizioni, effettuate dalla commissione Industria del Senato, è emersa la necessità di una “riprogrammazione” segnalata dai vertici Sogin, che si traduce in una “riduzione delle attività di decommissioning, programmate per il quadriennio 2014-2017“. La stessa commissione ha stimato che “le riduzioni previste dalla riprogrammazione porteranno un ulteriore ritardo di 14 mesi sul completamento del decommissioning in ciascun sito e un conseguente aumento di spesa di 150 milioni di euro“.

    “Con l’avvio della procedura per la localizzazione del deposito nazionale – rileva la relazione – le attività di gestione nucleare-370x253dei rifiuti radioattivi prodotti in Italia sono entrate in una fase importante e molto delicata. L’opera è progettata per essere risolutiva, ma il percorso per la sua realizzazione non sarà agevole e sarà anzi necessario superare notevoli difficoltà, a cominciare da eventuali e prevedibili opposizioni in ambito locale, pur se gli standard con i quali il deposito dovrà essere realizzato sono tali da garantire livelli di sicurezza elevatissimi”. Oggi i due principali soggetti tecnici incaricati della regolamentazione e del controllo, “si trovano in situazioni non semplici e delicate”. La Sogin sulla quale “si sono succedute voci di un possibile commissariamento, si è imbattuta in difficoltà di gestione di alcuni progetti afferenti al decommissioning degli impianti nucleari“. L’Isin-Ispettorato per la sicurezza nucleare e la radioprotezione, istituito dal decreto legislativo n. 45 del 2014, é “tuttora inesistente per la mancata nomina dei suoi organi“. Inoltre il dipartimento dell’Ispra, “al quale sono affidati i compiti dell’autorità di sicurezza nucleare ha visto in questo periodo più che dimezzarsi il personale tecnico di cui disponeva, ridotto oggi, a 35 unità, in buona parte con un’età già al di sopra dei cinquantacinque anni“. Dall’audizione del Dg dell’Ispra è emerso che “per assicurare la necessaria continuità, quelle competenze dovranno quindi essere trasferite a personale di nuova acquisizione, nell’ambito di un processo di ricambio generazionale da programmare ed attuare. Allo stato – osserva la relazione della Commissione Rifiuti – non risulta delineata al riguardo alcuna strategia”.

     

    2007 Vis. 1 Vis. oggi