Radio Cora - QATAR: AMNESTY DENUNCIA ABUSO MIGRANTI PER I MONDIALI 2022

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    qatar-lavoratori-migranti-sfruttati-sui-canti-L-3GMzrAAmnesty International ha pubblicato oggi un report dal titolo ‘Il lato oscuro del gioco più bello del mondo: lo sfruttamento del lavoro migrante per costruire un impianto dei Mondiali di calcio del 2022 in Qatar‘, per denunciare le condizioni in cui sono costretti a lavorare gli operai occupati nei cantieri. Dopo aver intervistato 132 lavoratori impiegati nella costruzione del Khalifa International Stadium, uno degli stadi progettati per ospitare le gare del mondiale di calcio del 2022, ha portato alla luce gravi violazioni dei diritti umani.

    I lavoratori sono per la maggior parte stranieri, per la maggior parte originari dell’Asia meridionale – India, Bangladesh e Nepal – e hanno dichiarato di ricevere salari estremamente bassi pur lavorando per molte ore consecutive, con standard di sicurezza quasi inesistenti. Gli alloggi che vengono forniti loro sono fatiscenti e molto spesso sovraffollati. Ancora più grave poi è la pratica della confisca del passaporto, che rende impossibile a queste persone lasciare il Paese quando lo desiderano. I datori di lavoro, inoltre, tardano anche nel rinnovare i permessi di lavoro, esponendo gli operai al rischio di avere problemi con la giustizia: se trovati sprovvisti dei documenti, rischiano infatti onerose multe e anche la condanna a brevi periodi di detenzione. I lavoratori sono poi costretti a versare alla ditta una ‘tassa’ – vietata dalla legge del Qatar – con la quale vine loro garantito il posto di lavoro. Questa imposta va dai 500 ai 4.300 dollari a testa, a fronte di un salario che di rado supera i 200 dollari al mese, a cui si aggiungono 50 dollari per il rimborso spese.

    Amnesty quindi denuncia le evidenti violazioni dei diritti dei lavoratori immigrati, definendo la situazione in cui vivono come “lavoro forzato”. Molti di loro infatti hanno raccontato che, quando hanno manifestato la volontà di tornare in patria, hanno subito minacce e sentito dire dai loro superiori “o resti al tuo posto o da qui non andrai mai più via”. Quanto fatto finora dal governo del Qatar secondo l’organizzazione internazione non è stato sufficiente a migliorare questa situazione, e pertanto denuncia anche il fatto che tutti gli impiegati stranieri in generale soffrono lo stesso tipo di abusi, come è emerso da altre ricerche condotte in passato. 3515295_3_d048_un-jeune-qatari-brandit-une-copie-de-la-coupe_67e859f6e3f5c5ebd59454388b13f900

    Le autorità di Doha, secondo la stampa internazionale, hanno già replicato al report pubblicato da Amnesty International affermando che la Ong “ha identificato problematiche nel settore del lavoro esistenti nei primi mesi del 2015”, e che “non sono rappresentative di tutti i lavoratori stranieri” presenti nel Paese. Lo studio poi – secondo Doha – si sarebbe concentrato soltanto su quattro tra le oltre 40 società impegnate nei lavori per la World Cup, tre delle quali “già chiuse”. Infine, nel comunicato che è stato diffuso, le autorità hanno dichiarato che “il tono delle ultime affermazioni di AI dipinge un’immagine fuorviante e non contribuisce in alcun modo ai nostri sforzi”, aggiungendo che il successo di questi mondiali “non sarà costruito sulla schiena dei lavoratori sfruttati. Respingiamo qualsiasi affermazione secondo cui il Qatar sia inadatto a ospitare i Mondiali di calcio”, hanno concluso.
    Il Qatar, su una popolazione totale di 2,5 milioni, conta il 90% di immigrati.

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