Radio Cora - TPI ASSOLVE ULTRANAZIONALISTA SESELJ, PROCURATORE VALUTA APPELLO

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    Vojislav SeseljUn verdetto che lascia delusi molti e su cui il procuratore capo del Tribunale internazionale per i crimini della ex Yugoslavia, Serge Brammertz, ha già annunciato di voler fare appello. L’assoluzione dell’ultranazionalista serbo Vojislav Seselj dalle nove accuse di crimini contro l’umanità e crimini di guerra, non è passata inosservata. La Croazia l’ha già definita “vergognosa”, mentre l’ex imputato, ora uomo libero, ha ringraziato i giudici del Tpi definendoli “giusti e imparziali”. Brammertz ha parlato di una sentenza “a sorpresa” e ha sottolineato di “condividere la frustrazione di molte delle vittime che rimarranno deluse“. “Non posso essere soddisfatto dell’esito”, ha dichiarato parlando ai giornalisti subito dopo la lettura della sentenza. “Stiamo considerando di fare appello. Stiamo esaminando le motivazioni che non sono assolutamente in linea con la realtà fattuale”, ha aggiunto. Secondo i giudici nel caso contro Seselj i procuratori “non sono riusciti a provare l’esistenza di un’impresa criminale congiunta”.

    Il sessantunenne ultranazionalista serbo era accusato di nove crimini di guerra contro l’umanità nell’ambito del suo progetto di unione di “tutte le terre serbe” nella “Grande Serbia“. Secondo i magistrati Seselj era dietro agli assassini di molti croati, musulmani e civili non di etnia serba, come della deportazione forzata di “decine di migliaia” di persone da vaste aree della Bosnia Erzegovina, della Croazia e della Serbia. Inoltre l’ultranazionalista ha guidato le unità paramilitari chiamate “Gli uomini di Seselj”. Ma per i giudici del Tpi il caso presentato era pieno di “confusione” e “ambiguità” e i pm non hanno chiarito il contesto più ampio in cui si sono svolti gli eventi in Croazia e Bosnia. La procura ha dato “al massimo un’interpretazione che nasconde il modo in cui si sono svolti i fatti e nel caso peggiore li distorce in relazione alle prove presentate alla camera”, ha dichiarato il giudice che presiede il tribunale Jean-Claude Antonetti.

    corte-ajaIntanto il primo ministro croato Tihomir Oreskovic ha definito il verdetto “vergognoso”. “E’ la sconfitta della corte dell’Aia e dei procuratori – ha dichiarato – E’ un uomo che ha fatto cose malvage e non ha mostrato rimorso né allora né oggi”. Oreskovic ha parlato mentre si trovava in visita a Vukovar, città croata rasa al suolo dalle forze serbe nel 1991 all’inizio della guerra. Seselj dal canto suo e da uomo nuovamente libero ha dichiarato, dal suo domicilio in Serbia, dove si trova dal 2014 per ricevere le cure contro il cancro da cui è affetto, che i giudici “hanno dimostrato che la loro professionalità e il loro onore è al di sopra di qualsiasi pressione politica” e hanno emesso “l’unico verdetto possibile”. “Questa volta, dopo tutti i processi che hanno accusato serbi innocenti che hanno ricevuto sentenze draconiane, due giudici si sono mostrati degni di onore e giusti”, ha commentato Seselj a Belgrado. Seselj si era consegnato al Tribunale nel 2003 e nonostante ritenga che si tratti di “una corte anti-serba”, ha ribadito che “nel momento in cui sono andato a L’Aia sapevo che non avrebbero potuto provare neanche una delle accuse”.

     

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