Radio Cora - Podcast – DEPENALIZZAZIONI: “IN ITALIA C’È CHI PAGA TROPPO E CHI TROPPO POCO”

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    carabinieri-arresto-220x150Dagli atti osceni in luogo pubblico all’abuso della credulità popolare alla guida senza patente. Tutti reati non penali che non prevedono misure restrittive; o, pur prevedendo la pena minima (pari a tre anni) in rari casi si era condannati alla pena detentiva. Resta un’ammenda pecuniaria.

    Secondo Renato Scalia, della Fondazione Caponnetto, in Italia non basta parlare di depenalizzazioni ma c’è bisogno di una totale riforma della giustizia in quanto “a pagare in Italia sono in pochi”. Chi commette reati gravi, spesso resta impunito o troppo spesso il reato cade in prescrizione. Considerato anche il fatto che l’organico della polizia penitenziaria è sempre minore e ci sono circa cinquanta nuove carceri inutilizzate si capisce come il decreto sulle depenalizzazioni non va ad incidere sull’intero sistema.

    ASCOLTA L’INTERVISTA A RENATO SCALIA, Fondazione Caponnetto, a cura di Francesca Magurno:

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