Radio Cora - SU SPRECHI E CONSUMI (aspettando il voto…)

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  • SU SPRECHI E CONSUMI (aspettando il voto…)

    di LUCA SOLDI- dopo la Francia, anche l’Italia deve dotarsi di un provvedimento che imponga ad industrie e privati l’uso consapevole del cibo e dei suoi scarti. La parola “imporre” suona un po’ grave ma probabilmente per evirare gli sprechi, le distrazioni, le cattive abitudini, ma anche gli abusi, di quella parte di società ancora opulenta, occorre una fase che preveda il rispetto di certe regole di civiltà. Obblighi che sicuramente non necessiterebbero in una società più attenta agli sprechi ed al cattivo consumo.

    Cibo1Un consumo irrispettoso di tutti i “faticosi” processi che portano alla “costruzione” del cibo e che spesso ci fanno perdere il valore di quello che arriva sulle nostre tavole. Indipendente dal costo che noi corrispondiamo. Ecco, così per ritrovare il valore di quello che tendiamo a gettare nella spazzatura, in questo frangente, occorre agire con una imposizione che da una parte regoli e dall’altra porti a sensibilizzare.

    Nella consapevolezza che la nostra crescita, corrispondente ad una aspettativa di vita maggiore, non possa non tenere di conto di quanto, invece, di buono abbiamo perso, dalle nostre radici contadine. Quando le parola “scarto” e “rifiuto”, erano pressoché sconosciute. Non solo per evidenti questioni economiche ma anche per quel valore aggiunto che veniva attribuito al cibo. Nel rispetto “religioso” di ogni singola “briciola” di pane Mentre, adesso, nel mondo, tutto questo frenetico consumo, porta a gettare un quarto di quanto prodotto.

    Quanto sarebbe sufficiente per sfamare 800 milioni di persone. Un tema collegato e non di poco, riguarda poi quello dello smaltimento di questi scarti.

    Con numeri, provocati dallo spreco, da vero capogiro, dove, solo in Italia, si parla di ben oltre un milione di tonnellate di cibo acquistato e poi gettato. Scarti di cibo ai quali vanno aggiunti milioni di tonnellate di altri rifiuti ben più dannosi: di confezioni, vaschette, shopper, pellicole, lattine, scatole e scatolette varie che in qualche modo devono essere smaltiti, nel migliore dei casi, oppure “bruciati”, insieme ad altre porcherie, in luoghi, magari lontano da casa nostra, ma che diventano tristemente famosi come le “Terre dei fuochi”.

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