Radio Cora - MANIFATTURA TABACCHI: “No alla manomissione di una delle maggiori Opere di Architettura del Novecento europeo”

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  • MANIFATTURA TABACCHI: “No alla manomissione di una delle maggiori Opere di Architettura del Novecento europeo”

    manifattura1_99881Cittadini,  Italia Nostra e AIPAI  chiedono il ritiro della Variante urbanistica urgente al Vigente PRG di Firenze, denunciando un pericoloso cambio radicale di destinazione d’uso a vantaggio di ipotesi speculative immotivate anche dal punto di vista sociale.

    Sedici fabbricati, oltre 100 mila mq di superficie dismessa da un decennio. Parliamo del complesso della Manifattura tabacchi di Firenze al centro di un progetto di “riqualificazione” contestato da Italia Nostra che in questi giorni ha presentato  le proprie osservazioni  fatte alla variante al PRG vigente per il complesso architettonico, insieme al Comitato Manifattura Tabacchi e all’AIPAI Firenze (l’Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale).

    Facendo un passo indietro, ricordiamo che la Manifattura venne acquisita nel 2006 dalla società Manifattura Tabacchi spa (composta al 50% dalla ministeriale Fintecna e per il restante  da un’altra società a capitale privato – la Metropolis spa – costituita al suo interno da altre società: Baldassini Tognozzi Pontello, Consorzio Etruria, Immobiliare Lombarda Spa del Gruppo Ligresti). Tre anni fa la proprietà presenta una proposta di variante con cambio di destinazione d’uso, classificata come F2 (attrezzature pubbliche e servizi pubblici di interesse urbano-territoriale) e il disconoscimento delle tutele attribuite nel 1997 all’intera area dal Ministero dei Beni Culturali. L’obiettivo della Spa è  l’abbattimento di alcuni volumi esistenti, l’edificazione di edifici sviluppati in altezza (due torri), la realizzazione di un centro commerciale e la trasformazione in albergo della parte monumentale del complesso.

    Il Comitato si oppone e raccoglie 1500 firme consegnate  sotto forma di petizione all’ex sindaco Renzi. Firme che però non hanno fermano l’iter di approvazione che nel marzo scorso porta al via libera del Comune alla variante.

    Ma quali sono i cardini su cui si fonda il progetto e che vengono contestati? Vengono previste 700 unità abitative, uffici, spazi commerciali rendendo prevalente la destinazione residenziale privata e il Teatro Puccini verrebbe trasformato in un Polo congressuale. E’ prevista inoltre la demolizione di alcune strutture e la costruzione di due torri di oltre 50 metri di altezza (17 piani).

    “Si demolisce tranquillamente una parte del fabbricato esistente perché tanto la stessa tipologia strutturale la troviamo in un’altra parte del complesso”,  commentano i rappresentanti del Comitato facendo notare che  è come se si demolisse un’ala degli Uffizi perché “tanto sull’altra parte è uguale”.
    “Faremo pressioni sul Governo affinché non si proceda a questo scempio. La Manifattura di Firenze è la più bella d’Italia e non occorre demolire niente. Noi rivendichiamo la tutela di un bene storico che può e deve essere riqualificato mantenendo le caratteristiche esistenti – afferma Maria Rita Signorini per Italia Nostra. Dello stesso parere anche l’AIPAI che chiede di di mantenere i prospetti originari, di limitare le altezze alla torre già esistente sul Teatro e di ridurre le unità abitative private in favore di spazi ad uso pubblico.

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