Radio Cora - I GIORNI DELLA MEMORIA: 28 aprile 1945

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  • I GIORNI DELLA MEMORIA: 28 aprile 1945

    20110910160511!Venezia_aprile_1945Liberazione di Venezia

    La liberazione di Venezia avvenuta tra il 28 e il 29 aprile 1945 si configura come un’anomalia rispetto alle modalità della liberazione verificatasi nelle principali città del nord Italia dal 25 al 28 aprile, Genova, Milano, Torino. Mentre in queste città infatti la resa o l’evacuazione dei tedeschi avviene senza condizioni, a Venezia i meccanismi con cui si impostano le trattative con i comandi tedeschi si presentano inconsueti.

    Accanto ai due protagonisti, che a prima vista sembrerebbero i principali, cioè da un lato i responsabili della direzione politica e militare del movimento di resistenza – rispettivamente il CLN (Comitato di liberazione nazionale) e il CVL (Corpo volontari della libertà) – e dall’altro il comando e la rappresentanza diplomatica tedesca, si pongono subito in primo piano altri due interlocutori che non compaiono mai ufficialmente ma impostano le direttive fondamentali degli accordi: la Curia patriarcale e due missioni alleate presenti in città – la Margot Hollis e la Corral – nelle persone dell’avv. Ferraro e del cap. scozzese Cottrel.

    L’aspetto nuovo che si verifica a Venezia è il fatto che i due interlocutori non ufficiali dei comandi tedeschi agiscono in maniera determinante per far accettare alle parti in causa l’evacuazione delle truppe tedesche senza la consegna delle armi, in cambio dell’impegno a non mettere in opera minacce di distruzioni (porto, collegamenti, industrie) più volte avanzate.

    A questa conclusione porta la giornata del 28 aprile, giornata frenetica e convulsa che si apre con la diffusione attraverso il giornale “Fratelli d’Italia” – che sostituisce la testata del “Gazzettino” troppo compromesso con il neofascismo della RSI (Repubblica sociale italiana) – del proclama insurrezionale decretato la sera prima dal CLN di Venezia: il CLN ordina lo «sciopero generale insurrezionale» e dichiara di assumere «tutti i poteri di governo e di amministrazione». Le calli e i campi di Venezia sono percorsi in lungo e in largo da gruppi di partigiani e gente comune che si accoda a loro.

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